8° Trofeo “GROTTE FRASASSI”, San Vittore delle Chiuse, Genga (An) – 12Km – 05/09/2010

Giornata, anzi settimana al limite dell’assurdo.
I traslochi a giugno“casa-mare” e a fine agosto “mare-casa” rappresentano per la mia povera mente malata di ordine, due eventi di massimo stress.
Ordine è un concetto astratto, è qualcosa impossibile da realizzare, è una chimera, è un pio desiderio, dato che vivo insieme a tre minori di 11 anni e un maggiore di 40 i quali pensano tutti e quattro in coro che l’ordine sia semplicemente inutile.
Le pile di valigie da disfare e ogni genere di mercanzia da sistemare hanno succhiato da me ogni forza vitale.
Gli ultimi giorni sono passati cercando di riportare la situazione a un livello accettabile. Prosciugata.
Così da non pensare al fatto che oggi dopo più di due mesi avrei di nuovo gareggiato, che i miei dolori e doloretti non sono affatto risolti ma che sto tergiversando sperando che si aggiustino, che ho imparato a fare più chilometri ma piano piano e dunque ho le gambe come due tronchi che scendono da un fiume alpino e che quella poca brillantezza che avevo raggiunto a giugno, è completamente persa, smarrita, perduta nei meandri di una preparazione comunque lunga e impegnativa, verso qualcosa che al momento non mi sento assolutamente in grado di fare (42? ma quando? ma come? ma dove?).
Ieri ho fatto mente locale e ho detto, no! Perchè? Ma dove vado? Ma cosa vado a fare?
Le domande aumentavano.
Avevo ragione a dire così, oggi mi sono passate davanti molte facce che di solito arrivano dopo di me, e non è bello, ma non per loro, che ognuno faccia la propria gara, per loro sono contenta, ma per me che ora sono un po’ depressa e demotivata, alla ricerca di risposte alle domande di cui sopra, risposte che faccio fatica a trovare.
La cosa bella, ma bella per davvero è stata la compagnia della squadra. Alcuni amici e amiche che non vedevo da tanto e che mi ha fatto una grande piacere rincontrare, come anche Robert e Claudio.
La corsa meravigliosa, panorami e squarci d’incanto della nostra bellissima terra marchigiana, dirupi, verde, gole scoscese, odore di terra umida. Il ricordo di mio padre che in quei posti ha lavorato.
Però è inutile dire, non me la sono goduta tanto, per tutti gli accidenti che ho tirato ai miei piedi massacrati e a un dolore fisso alla caviglia che non mi faceva spingere da sotto, per paura di farmi male per davvero.
Fine gara, arrivo con quelli che raccolgono i bicchieri usati, i miei compagni stavano mandando una troupe di “Chi l’ha visto?” alla mia ricerca.
Agguanto un salame al volo (sic!) e partiamo di volata per il matrimonio di cari amici a cui non si poteva non essere. Strada, macchina, veloce, arrivo, messaggi a che punto sta la Messa, doccia trucco parrucco tacchi abitino tutto in 15 minuti, arrivo in volata davanti al sagrato con gli sposi che uscivano dalla Chiesa felici e sorridenti.
Sorrido pensando alle due me che si sono incrociate questa mattina, la sportiva e la donna elegante, io sono un po’ di tutte e due, non solo una di queste.
Sorrido pensando che qualche risposta arriverà, come al solito, con il tempo, e allora io sarò pronta ad ascoltare.
Di sicuro non è questo non sapere che mi fermerà.
Anna Angeli
A breve: risultati, tempi, classifiche e foto.